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PM2.5 e PM10: cosa sono e perché sono pericolosi
Il particolato atmosferico è l'inquinante più insidioso: invisibile a occhio nudo, penetra nei polmoni e nel sangue causando danni a lungo termine. Ecco tutto quello che devi sapere su PM2.5 e PM10.
Cosa sono PM2.5 e PM10
Con la sigla PM (Particulate Matter, materia particolata) si indicano le particelle solide e liquide sospese nell'aria. Il numero che segue indica il diametro massimo delle particelle espresso in micrometri (µm):
- PM10 — particelle con diametro inferiore a 10 µm (un decimo del diametro di un capello umano). Sono dette "particolato inalabile" perché possono entrare nel tratto respiratorio superiore.
- PM2.5 — particelle con diametro inferiore a 2,5 µm. Sono il "particolato fine", così piccole da superare le barriere naturali del corpo e raggiungere gli alveoli polmonari, dove avviene lo scambio di ossigeno con il sangue.
Esiste anche il PM1 e il particolato ultrafine (inferiore a 0,1 µm), ancora più pericoloso ma meno monitorato. Le PM2.5 rappresentano sempre un sottoinsieme delle PM10: ogni volta che si misura un alto livello di PM10, una parte significativa è costituita da particolato fine.
Differenze chiave tra PM2.5 e PM10
| Caratteristica | PM10 | PM2.5 |
|---|---|---|
| Diametro massimo | 10 µm | 2,5 µm |
| Penetrazione nel corpo | Naso, gola, bronchi | Alveoli polmonari, sangue |
| Fonti principali | Polvere stradale, cantieri, usura freni | Combustione, traffico, riscaldamento |
| Limite annuale UE | 40 µg/m³ | 25 µg/m³ (10 µg/m³ dal 2030) |
| Pericolosità relativa | Alta | Molto alta |
Effetti sulla salute
L'esposizione al particolato atmosferico è associata a un ampio spettro di patologie, con effetti sia a breve che a lungo termine. L'Organizzazione Mondiale della Sanità classifica il particolato fine come cancerogeno di gruppo 1, la categoria a più alto rischio.
Effetti a breve termine (ore o giorni di esposizione): irritazione agli occhi, naso e gola; tosse e difficoltà respiratorie; aggravamento dell'asma; aumento degli attacchi cardiaci nei soggetti a rischio; mal di testa e stanchezza.
Effetti a lungo termine (mesi o anni di esposizione): riduzione della funzionalità polmonare; sviluppo di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO); aumento del rischio di tumore al polmone; malattie cardiovascolari (ictus, infarto); effetti sul sistema neurologico, con studi che suggeriscono un legame con il declino cognitivo e la demenza.
I bambini sono particolarmente vulnerabili: l'esposizione a livelli elevati di PM2.5 durante l'infanzia può compromettere lo sviluppo polmonare in modo permanente. Anche le donne in gravidanza sono a rischio, con studi che collegano l'inquinamento da particolato a basso peso alla nascita e parto prematuro.
Limiti di legge: UE e OMS a confronto
L'Unione Europea ha stabilito limiti vincolanti per le concentrazioni di particolato, ma l'OMS considera queste soglie ancora troppo alte. Nel 2021, l'OMS ha aggiornato le sue linee guida abbassando drasticamente i valori raccomandati.
PM2.5 — Limiti annuali
- Limite UE attuale: 25 µg/m³
- Nuovo limite UE dal 2030: 10 µg/m³
- Raccomandazione OMS (2021): 5 µg/m³
PM10 — Limiti
- Limite UE giornaliero: 50 µg/m³ (max 35 superamenti/anno)
- Limite UE annuale: 40 µg/m³
- Raccomandazione OMS annuale (2021): 15 µg/m³
Il passaggio ai nuovi limiti UE del 2030 sarà una sfida enorme per molte città italiane, soprattutto nella Pianura Padana, dove le concentrazioni medie annuali di PM2.5 superano spesso i 20 µg/m³.
Da dove viene il particolato
Le fonti del particolato atmosferico si dividono in primarie (emissioni dirette) e secondarie (particelle che si formano in atmosfera da reazioni chimiche tra gas precursori).
- Traffico veicolare — Gas di scarico, usura di freni, pneumatici e asfalto. I veicoli diesel sono particolarmente responsabili delle emissioni di PM2.5.
- Riscaldamento domestico — Le caldaie a biomassa (legna, pellet) e quelle a gasolio emettono quantità significative di particolato. In inverno, il riscaldamento è spesso la fonte principale di PM nelle città italiane.
- Industria — Centrali termoelettriche, cementifici, acciaierie e raffinerie contribuiscono sia con emissioni dirette sia con gas precursori.
- Agricoltura — Le emissioni di ammoniaca da allevamenti e fertilizzanti reagiscono con gli ossidi di azoto nell'atmosfera formando nitrato di ammonio, un componente importante del particolato secondario.
- Fonti naturali — Polvere sahariana, incendi boschivi, spray marino, erosione del suolo. Questi eventi, pur essendo occasionali, possono causare picchi improvvisi di PM10.
Il caso Pianura Padana
La Pianura Padana è una delle aree più inquinate d'Europa, e il particolato è il suo problema principale. Le immagini satellitari mostrano regolarmente una cappa grigia che copre tutta la valle del Po, da Torino a Venezia.
Le ragioni sono molteplici: è una delle aree più densamente popolate e industrializzate d'Europa, con un'agricoltura intensiva che contribuisce al particolato secondario. Ma il fattore decisivo è la conformazione geografica: chiusa tra le Alpi a nord e gli Appennini a sud, la pianura funziona come una ciotola che intrappola gli inquinanti. Le frequenti inversioni termiche invernali — quando uno strato di aria calda in quota impedisce all'aria fredda al suolo di salire — aggravano ulteriormente la situazione, bloccando gli inquinanti vicino al suolo per giorni o settimane.
Città come Milano, Torino, Padova e Cremona superano regolarmente i limiti giornalieri di PM10. Monitorare i livelli in tempo reale diventa quindi essenziale per chi vive in queste aree.
Come proteggersi dal particolato
Non possiamo eliminare completamente l'esposizione al particolato, ma possiamo ridurla significativamente con alcune accortezze quotidiane.
- Monitora i livelli — Consulta quotidianamente i dati su PM2.5 e PM10 della tua città tramite CleAir o la pagina qualità dell'aria. Adatta le tue attività di conseguenza.
- Scegli gli orari giusti — Fai attività fisica al mattino presto, quando il traffico è minore e l'aria tende a essere più pulita.
- Purifica l'aria di casa — Usa purificatori con filtri HEPA, che catturano oltre il 99,97% delle particelle con diametro ≥0,3 µm.
- Ventila con intelligenza — Apri le finestre quando l'AQI è basso, evita nelle ore di punta e nei giorni di alta concentrazione.
- Mascherine FFP2 — Nei giorni peggiori, una mascherina FFP2 ben aderente filtra la quasi totalità delle PM2.5. Le mascherine chirurgiche non sono efficaci contro il particolato fine.
- Percorsi alternativi — Quando cammini o vai in bicicletta, preferisci strade secondarie e parchi rispetto alle arterie trafficate.
Controlla PM2.5 e PM10 nella tua città
Con CleAir puoi monitorare in tempo reale i livelli di particolato e ricevere avvisi quando superano le soglie di guardia.
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