Qualità dell'Aria a Pavia
Non salutare per gruppi sensibili
Aggiornato: 11 marzo 2026 alle ore 18:00
Inquinanti
PM2.5
45.4
µg/m³
PM10
54.4
µg/m³
O3 (Ozono)
63.4
µg/m³
NO2
37.8
µg/m³
SO2
1.3
µg/m³
CO
318.7
µg/m³
Pollini Attivi Oggi
Qualità dell'Aria a Pavia
Pavia, storica città universitaria lombarda alla confluenza del Ticino nel Po, è inserita nella fascia più critica della Pianura Padana per qualità dell'aria. La pianura che circonda la città, bassa e ricca di corsi d'acqua, genera un'umidità costante che favorisce nebbie e inversioni termiche, condizioni ideali per l'accumulo degli inquinanti atmosferici.
Le fonti di inquinamento a Pavia comprendono il traffico veicolare — alimentato dai pendolari verso Milano e dalla direttrice della A7 — il riscaldamento domestico, e le attività agricole della provincia. L'Oltrepò Pavese, zona collinare a sud del Po, ospita attività vitivinicole il cui impatto sulla qualità dell'aria è marginale, ma la pianura irrigua a nord è sede di allevamenti intensivi che emettono ammoniaca, precursore del particolato secondario.
Le concentrazioni di PM10 e PM2.5 a Pavia sono costantemente elevate nei mesi invernali, con superamenti che si avvicinano a quelli di Lodi e Cremona. Le stazioni di monitoraggio ARPA registrano anche livelli significativi di NO2 lungo le strade principali. L'ozono estivo è un'ulteriore criticità, con la pianura irrigua che favorisce l'umidità necessaria alle reazioni fotochimiche.
Per i pavesi, le sponde del Ticino e la Certosa offrono contesti paesaggistici di pregio, ma non sfuggono all'inquinamento di fondo della pianura. Le colline dell'Oltrepò, a partire da Casteggio e Stradella, rappresentano un'alternativa più salubre per le attività all'aperto. Monitorare i dati ARPA Lombardia e ridurre l'esposizione durante le allerte è fondamentale per la salute respiratoria.
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